Tag: creative sewing

Uncinetto e cucito: una borsetta a quattro mani

A joint craft project: lined crocheted bag.

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Questa primaverile borsetta gialla da portare a tracolla è frutto di una collaborazione tra me e la mia mamma: lei ha realizzato tutte le parti all’uncinetto, io le ho cucite insieme e ho foderato la borsa finita. Siamo state in ballo un bel po’, date le normali complicazioni dovute al fatto di vivere a mille e rotti chilometri di distanza, ma siamo entrambe molto soddisfatte del risultato!

My new cross body bag for the spring is finally ready! It was a combined project: my mum has crocheted the exterior and I have lined it. We are both very satisfied with this cooperation-craft, which took very long to be completed due to the fact that we live about a thousand kilometers apart.

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L’esterno è in filato di cotone, lavorato con un uncinetto del tre e mezzo (3,5 mm!). Per la fodera ho utilizzato una stoffa che avevo acquistato tempo fa in un bellissimo negozio di Amsterdam, specializzato in chintz olandesi e riproduzioni di tessuti antichi per il patchwork. Mi piace tanto, la tenevo da parte per un progetto speciale come questo.

The outside is a cotton yarn, crocheted with a 3,5 mm hook. The fabric for the lining comes from a beautiful shop in Amsterdam, specialized in Dutch chintzes and reproduction fabric for patchwork. I had purchased it long time ago and I was saving it for a special project

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Preparare la fodera non è stato estremamente difficile, ma farla combaciare bene con l’esterno sí! Ho cercato di prendere misure precise ma la differenza tra i materiali ha comunque richiesto diversi aggiustamenti e, alla fine, è risultata di qualche centimetro troppo corta. Per arrivare a rivestire bene tutta l’aletta ho dovuto fare una giunta con la pochissima stoffa rimasta. Pazienza! L’ho puntata bene con gli spilli e cucita alla borsa interamente a mano, con un sottopunto.

Getting the lining to match with the exterior bag was quite a job. Despite my effort taking precise measurements, and several adjustments, it ended up being a few centimeters too short. Therefore I had to sew an addition, that is visible on the flap. I have sewn the lining to the exterior bag by hand, with an invisible stitch

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Borsetta-crochet-foderata-bottone-1Anche il bottone è speciale: me l’ha regalato la mia cara amica Carlotta e, se ricordo bene, proviene dalla scatola di bottoni che era della sua nonna. Dopo averne provati diversi, ho concluso che quello perfetto per la nostra borsetta era proprio lui! Alla prossima!

The button is special too: it was a present from my dear friend Carlotta and, if I remember correctly, it belonged to her grandmother. It is a perfect match for our bag, don’t you think? have a lovely week and see you soon!

 

 

 

 

 

Pasqua: cestini porta-uovo in stoffa

How to make a fabric egg-cup for Easter

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Ecco un lavoretto di cucito facile facile per Pasqua: cestini porta-uovo in tessuto! Se non mangiate le uova vere, potete usarli per l’ovetto di cioccolato. Sono carini e si realizzano velocemente, con pochissimo materiale: servirà solo qualche avanzo di stoffa, teletta adesiva (facoltativa), ovattina o altro materiale adatto a creare una leggera imbottitura (ritagli di pile o di un vecchio asciugamano andranno benissimo); filato in tinta e tutto l’occorrente per cucire (si possono cucire anche a mano).

A mini-sewing project for Easter. These cute fabric egg-cups (for real eggs but also for the chocolate ones!) are easy and quick to make and require only a few supplies: some fabric scraps, iron-on interfacing (optional); fleece or other soft material for padding, thread and sewing supplies (you can also sew them by hand).

Porta-uovo-stoffa-fare-11) tagliare due quadrati di stoffa 12×12 cm; due quadrati di teletta adesiva della stessa misura (facoltativo*); un quadrato di ovattina 10×10 cm.

1) cut two 12×12 cm squares of fabric; two 12×12 cm squares of iron-on interfacing (optional*); one square 10×10 cm of fleece.

* se decidete di usare la teletta: fissatela sul rovescio del tessuto, con il ferro da stiro, seguendo le istruzioni allegate (tipicamente ferro caldo ma senza vapore e frapponendo un panno umido). Io ho rinforzato con della teletta leggera solo uno dei due quadrati, quello che sarebbe diventato la base del cestino. Volendo si possono rinforzare entrambi, per un cestino più rigido, o non rinforzarli affatto, per un cestino più morbido.

* If you decide to use the interfacing, iron it on the wrong side of the fabric squares, following manifacturer instructions. I used – light weight – interfacing only on one of the two pieces: the one that would become the bottom of the cup. You can interface both (you will get a stiffer and more defined cup), or none (you will get a softer cup).

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2 e 3) sovrapporre i due quadrati di stoffa dritto contro dritto, puntare con degli spilli e cucire con un margine di 1 cm lungo tutti i lati. Lasciare un’apertura su un lato, sufficiente per poter rivoltare il lavoro e inserire l’imbottitura senza difficoltà. Ricordarsi di fermare i punti in corrispondenza dell’apertura.

2 and 3) pin the two squares of fabric wrong sides together and stitch all around with a 1 cm sewing allowance. Leave an opening on one side, big enough for you to be able to turn your work right side out. Backstitch the ends of the seam.

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4 e 5) rifilare i bordi e spuntare gli angoli; Sovrapporre l’imbottitura e rivoltare il lavoro. Questo passaggio è un po’ noioso e non ho una foto esplicativa, purtroppo. L’importante è cercare di inserire bene gli angoli dell’ovattina negli angoli della stoffa (se avete mai infilato un piumino in un copripiumino dovreste avere un’idea di cosa intendo!)

4 and 5) cut the excess fabric and clip the corners. Turn the square right side out and insert the fleece through the opening. This step can be a bit tricky and I don’t have a good picture to explain it (sorry about that!). Make sure the corners of the fleece match the corners of the fabric square. You can hold them together, from the inside, between your thumb and your index finger, and pull out, like you would do to insert a duvet in its cover (…).

Porta-uovo-stoffa-fare-6 Porta-uovo-stoffa-fare-7

6 e 7) ripiegare i margini dell’apertura verso l’interno e stirare bene il tutto; ribattere tutto il perimetro con un punto dritto piuttosto lungo: in questo modo si andrà anche a chiudere l’apertura. Segnare dei punti su ciascun lato, distanti 2,5 cm dall’angolo.

6 and 7) Turn the edges of the opening in and iron your square flat; topstitch all around: this way you will also close the opening. Mark each side with a fabric marker, at 2,5 cm from the corner.

Porta-uovo-stoffa-fare-8-a Porta-uovo-stoffa-fare-98 e 9) con un lungo e robusto ago, far passare tra i due punti una cordicella sottile o un filo da ricamo. Tirare, annodare e chiudere con un fiocchetto. Ripetere per tutti e quattro gli angoli. Ecco fatto:

9 and 10) connect the marks together with the help of an upholstery needle and thick cotton thread. Close with a nice bow. Repeat for all four corners. And there you have it:

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In alternativa, si possono chiudere gli angoli praticando una cucitura perpendicolare, così:

Porta-uovo-stoffa-fare-13 You can also close the corners with a perpendicular seam, as shown in the picture on the left. Repeat for all four corners, then decorate the cup with buttons, ribbons, fabric flowers or whatever else you like:

Dopodichè, il cestino può essere decorato come più ci piace. Io ho usato dei bottoncini a forma di fiore:

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Con lo stesso metodo, semplicemente cambiando le misure dei quadrati di stoffa (ma potrebbero anche essere rettangoli), si possono fare cestini di varie dimensioni e per vari usi. Io ho fatto un portapane coordinato ai porta-uovo. Insieme, mi fanno pensare ad un picnic sul prato! Buona settimana e alla prossima!

With the same method, you can make bigger baskets: just cut bigger fabric squares (or rectangles!) I made a bread basket to go with my egg-cups, and I am ready for a pic-nic! Have a good week!

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Un’altra idea per Pasqua? qui i miei coniglietti-calzino!

Here another craft project for Easter: socks bunnies!

 

Re-fashion di una gonna.

Mi sono cimentata con un lavoro nuovo: stringere una gonna!

Nel mio armadio sono appese, abbandonate, diverse gonnelle a cui sono molto affezionata, diventate grandi perchè ho perso qualche chilo. Un po’ per pigrizia e un po’ per sfiducia, non mi sono mai messa a provare ad accomodarle: mi è sempre sembrato un lavoro difficile, oltre che lungo, e la paura di fare danni ha fatto da maggior deterrente.

Gonna-fucsia-re-fashionQuesto modellino fucsia a trapezio, di cui invece mi ero completamente scordata, è saltato fuori molto opportunamente, mentre riordinavo un po’ il guardaroba.

L’avevo comprata per pochi euro (forse uno!) a un mercatino dell’usato, nonostante fosse una taglia abbondante e un po’ lisa sul davanti, perché mi piaceva il colore e anche perchè suggestionata da una signora che si trovava lì mentre la provavo. “Ti sta bene…al massimo la riprendi un po’ sui fianchi”, aveva detto!

Bene, era arrivato il momento di cimentarmi con il tanto rimandato compito. Alla peggio, avrei rovinato una gonna di seconda o terza mano, e recuperato la stoffa recuperabile per farci altro.

Purtroppo non ho foto passo passo del metodo che ho seguito: il lavoro mi ha talmente assorbita che mi sono dimenticata di fotografare! e le poche foto che ho scattato sono venute malissimo, un po’ per la cattiva luce e un po’ per la mia fretta! Ma voglio lo stesso raccontare per sommi capi come ho fatto e parlare di cosa ho imparato nel processo. Oltre che, ovviamente, mostrare il risultato finale!

Per prima cosa ho indossato la gonna e puntato degli spilli, davanti allo specchio, per segnare la ripresa necessaria sui fianchi.

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Poi, l’ho scucita TUTTA! Questo vuol dire: staccare la fodera e la baschina di rinforzo interna, smontare la cerniera (dal fianco sinistro), separare il davanti dal dietro, scucire gli orli. Un lavoro meditativo e di pazienza (da eseguire con una bella musica di sottofondo, sorseggiando a intervalli un buon tè), che mi ha dato l’occasione di studiare bene come era stata costruita. Infatti, se ci pensiamo, scucire significa in pratica rifare, a ritroso, tutti i passaggi che sono stati eseguiti per assemblare il capo e poter osservare il tipo di punto usato, dove sono posizionati i rinforzi, dove sono incise le tacche e così via.

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Ho misurato i centimetri necessari lungo tutto un fianco del pannello davanti e segnato, sul rovescio del tessuto, col gesso da sarta, la linea della nuova cucitura. Ho piegato il pannello a metà lungo il centro e riportato la misura sull’altro fianco. Ho passato delle marche per avere un segno più affidabile.

Ho ripetuto questa operazione sul pannello del dietro e poi ho fatto la stessa cosa sulle due parti di fodera.

Ho approfittato dell’occasione per ricavare un cartamodello per future gonne: appoggiati i due pannelli del davanti e del dietro, opportunamente piegati a metà lungo il centro, su un foglio di carta da modello, ne ho ricalcato a matita i contorni. Naturalmente, ho riportato anche sul cartamodello la nuova linea del fianco (e controllato/aggiustato ulteriormente la misura confrontandola con le misure reali della mia circonferenza vita e fianchi), prima di ritagliarlo.

Gonna-fucsia-re-fashion-3A questo punto dovevo occuparmi del tessuto liso sul davanti. Sapevo già cosa avrei utilizzato come “toppa”: la silhouette di un gatto, ricopiata da una sagoma di un materiale spesso, tipo moquette o feltro pesante, che mi gira in casa da anni. Regalo di tanti compleanni fa da parte di un caro amico, ho sempre avuto l’idea di cucirla sulla fodera di un cuscino, e finora è rimasta un’idea. Ma divago…questa è un’altra storia e chissà mai che non arrivi anche a quello prima o poi!

Per il mio progetto in corso mi serviva in una versione più morbida e leggera, quindi l’ho ricalcata su un vecchio golfino nero infeltrito da un lavaggio sbagliato. Poi l’ho ritagliata e applicata con uno zig zag sul pannello davanti della gonna.

Il resto è stato riassemblare con attenzione le parti usando le marche come riferimento, ricucire la cerniera, rifare gli orli. Ancora, musica di sottofondo, svariate tazze di tè e molta pazienza! Ci ho lavorato per parecchio tempo ma sono molto soddisfatta, sia del processo, sia del risultato:

Gonna-fucsia-re-fashion-fineChe ne dite?

È valsa decisamente la pena provarci, secondo me!

Adesso non vedo l’ora di andare al mercatino dell’usato e scovare una gonnelina un po’ grande per divertirmi a modificarla e re-inventarla!

La prossima volta cercherò di fare più foto, così da condividere meglio il metodo e approfondire l’argomento. Ogni consiglio è benvenuto e se ci sono domande son qui! Ciao!