Re-usable cotton produce bags

C’è ancora qualcuno là fuori? È passato talmente tanto tempo dall’ultimo post… sebbene mi sia chiesta molte volte che senso avesse tenere in vita un blog “ibernato”, ho continuato a rinnovare il mio dominio nella vaga speranza di riprenderlo, un giorno. Ed eccomi qua. Dopo un lungo travagliato periodo in cui tra le tante cose ho cambiato casa per l’ennesima volta e a dispetto del fatto che dovró ricominciare da capo a organizzare uno spazio per i miei lavoretti, ho lo stesso realizzato un piccolo progetto di cucito che avevo in uno dei tanti cassetti. Poiché mi stava a cuore e ne sono soddisfatta mi fa piacere condividerlo.

Ho cucito quattro sacchettini con la doppia coulisse che intendo usare per andare a fare la spesa. Di borse grandi ne ho diverse ma continuavo a portarmi a casa la frutta e la verdura nei sacchetti di plastica che qui al mercato ti rifilano di default e che al supermercato ti tocca prendere per forza (se non vuoi portare alla cassa pezzi sfusi e beccarti occhiatacce dalla cassiera e improperi dalle altre persone in fila!). Ne avevo abbastanza pure dei sacchetti di carta. Anche a volerli riutilizzare, ad un certo punto finiscono per dover essere buttati e comunque riuscivo ad averne sempre troppi in giro per casa!

Certo, I pomodori e tutta la frutta che macchia penso di metterli ancora nel sacchettino di plastica, da riutilizzare per la spazzatura, ma per le mele o la verdura vanno benissimo questi…

eco-sacchetti-spesa-4

Io ho usato del semplice cotone non sbiancato, di cui ho una bella scorta, ma per questi sacchettini qualunque stoffa, meglio ancora se riciclata, va bene. Le misure sono 30×35 circa, ci stanno un chilo e mezzo di arance ad esempio, o un bel cavolfiore, ma si possono fare di qualunque misura.

Un cordoncino di chiusura ed è fatta. Ad una svendita in merceria ho trovato del nastro stampato con vecchi proverbi olandesi, che di per sé hanno altri significati ma che a me hanno anche fatto pensare a tematiche ecologiche, tipo questo:


“La mela non cade lontano dall’albero”, che sta per “tale padre, tale figlio”, o qualcosa del genere, ma che a me fa anche pensare al chilometro zero!

Poi ce n’è un altro sui polli spennati, che la dice lunga!

Ecco qui. Come lavoro di cucito in sé magari non è niente di speciale ma non è stato così scontato riuscire a portarlo a termine. Non parliamo di postarlo sul blog: solo per aggiornare tutto e ricordarmi come trasformare e importare le foto…

E ci tenevo a dare un bel taglio alla piaga dei sacchetti.

È poco, ma è tanto!

Buona giornata e buona spesa ecologica!