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Anno nuovo e un nuovo membro in famiglia!

Sidney-2017

Fare gli auguri di buon anno quasi alla fine di Febbraio, avendo saltato pure quelli di Natale è forse ridicolo ma, dalla fine del 2016 ad oggi diverse cose, tutte importanti e alcune necessarie, si sono interposte tra me e il tempo per il blog e per il cucito, che si è rattrappito fino ad azzerarsi. Non mi lamento ma adesso inizia a mancarmi, soprattutto quando qualcuno mi dice di esserci passato e mi ritrovo a riguardarlo anch’io.

E allora ci riprovo! e chissá che, con umiltà, pazienza e uno sforzo di volontà, non riesca a riportare il timone nella giusta direzione.

Intanto, vi presento il nuovo membro della famiglia. Si è unito a noi proprio nei primi giorni del nuovo anno e ha portato in casa un’ulteriore ondata di scompiglio ma anche tanta allegria e affetto. Se già non avevamo abbastanza di tutto con il gatto e il pappagallo!

Sidney-dog-1-2017Sidney, questo il nome che gli abbiamo dato, è un trovatello di circa sei anni che abbiamo adottato da un canile. È un buffo incrocio tra chissà quali razze con un carattere d’oro e un’íntelligenza spiccata. Il mio compagno desiderava un cane da quando era bambino ed è al settimo cielo.

Sidney-e-Ger-2-2017

Io, che invece al cane non pensavo, perchè sono una gattara in generale e amo il mio gatto, in particolare, alla follia (e temevo di traumatizzarlo), sto imparando a scoprire a poco a poco, via via che il ghiaccio tra noi si va rompendo, la razza canina e i suoi annessi e connessi.

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Certo, il gatto ha subito uno choc ma anche lui, pur non cedendo né rapidamente né platealmente, sembra essere sulla strada dell’accettazione. Speriamo bene!

Benvenuto, dunque, Sidney e Benvenuto 2017!

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Speriamo di ritrovarci presto in questo spazio virtuale che tanto mi manca. Per ora, in quello reale, vado a portar fuori il cane! Ciao!

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Un fine settimana a Gent

Gent-2È già passato quasi un mese dall’ultimo post e anche allora mi chiedevo quando sarei tornata a raccontare idee e progetti creativi. Ad oggi non ho ancora una risposta. Non so bene cosa mi stia capitando ma di sicuro ho la testa altrove. In verità di cose ne faccio. Fin troppe, mi sembra a volte. Non ho acceso la macchina da cucire da parecchio tempo, a parte la breve recente parentesi dei gancetti per appendere gli asciugamani, ma le mie giornate sono piene e mi passano per le mani diverse cose che potrebbero anche essere raccontate. Eppure non riesco a fermarmi, cogliere l’attimo, fotografarlo e condividerlo qui. Anche adesso, onestamente, mi sto un po’ sforzando di scrivere.

Anche la mia metà sta attraversando un periodo complicato con pochissimo tempo libero, per non parlare dello spazio nella testa. Questo fine settimana in Belgio lo abbiamo strappato con fatica, essendoci imposti ad un certo punto di fare qualcosa insieme a costo di metterlo in calendario come se fosse una scadenza di lavoro (questo suonerà forse poco romantico, ma funziona!).

E così, rocambolescamente, prenotando un pernottamento con colazione che più last minute non si poteva, siamo partiti di sabato mattina, nemmeno troppo presto, diretti a Gent. È stato un caso che mi sia ricordata di portare la macchina fotografica e anche un caso che l’abbia tirata fuori e usata un paio di volte, ma tant’è.

Ero già stata a Bruxelles qualche volta, a Bruges e ad Anversa pure ma Gent (o Ghent, o Gand) non l’avevo ancora vista. Ne è valsa la pena. L’ho trovata una città molto piacevole, animata e accogliente. Il primo giorno ci siamo limitati a passeggiare per il centro, godendoci l’atmosfera rilassata del sabato, ammirando i vecchissimi edifici in stile fiammingo accanto a quelli più moderni, le chiese, i campanili e le torri, i canali, i lungofiume, senza tralasciare una puntata al mercato e una sosta in uno dei tanti caffè.

Gent

Siamo entrati solo nella cattedrale di San Bavone, per vedere un’opera che era nella mia bucket list da tanto tempo: il polittico di Jan Van Eyck “Adorazione dell’agnello misitico”. Di questo maestro fiammingo del ‘400 avevo avuto occasione di vedere un paio di altri dipinti, che mi avevano colpita parecchio, ad una mostra eccezionale di qualche anno fa a Rotterdam (non sono opere che vengono spostate molto spesso, data la loro preziosità e fragilità).

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Il castello dei conti di Fiandra, o Gravensteen, ci siamo limitati ad ammiralo da fuori.

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La domenica il tempo non era granchè, perciò abbiamo approfittato con calma della deliziosa colazione al Bed & Breakfast, dilungandoci in chiacchere al tavolo comune con le altre due simpatiche ospiti. Peccato non aver fotografato la tavola, perchè meritava. La colazione è il mio pasto e il mio momento preferito della giornata. Adoro quella dei fine settimana, quando ci si può prendere tutto il tempo e me la godo fino in fondo quando è preparata da altri e offerta in modo così attento e curato: tutto fresco, molto fatto in casa al momento, e servito con gusto e semplicità.

Dopo aver girettato per un mercatino delle pulci/antiquariato/di tutto un po’, dove mi sono aggiudicata una lunga zip rossa fiammante per la smodata cifra di 50 centesimi di euro (sarà un incentivo a cucire qualcosa, almeno? staremo a vedere!), abbiamo deciso di puntare al museo dell’industria tessile.

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E qui abbiamo trascorso praticamente il resto della giornata, perchè sull’argomento c’era veramente tantissimo da imparare. Gent è stato un centro importantissimo per la filatura e tessitura di lino, cotone e lana. Il museo racconta la storia della trasformazione di queste attività da mestieri artigianali a industria e illustra l’impatto della trasformazione del lavoro, durante la rivoluzione industriale appunto, sulla vita delle persone e delle città. Vi sono esposti i macchinari, dai più rudimentali ai più sofisticati, che sono stati protagonisti e artefici di queste trasformazioni, con spiegazioni dettagliate sul loro funzionamento e sul lavoro delle persone che li facevano funzionare e di tutte quelle che vi ruotavano intorno.

Gent-textileInutile dire che io mi ci sono persa!

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Gent-textile-4Gent-textile-5Il museo non si limita comunque ad illustrare il passato del settore tessile ma amplia moltissimo la panoramica su industria e lavoro. Io ho trovato interessantissima, tra le altre, la parte dedicata allo sviluppo della stampa.

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Anche questo può essere un modo di tenere vive le proprie passioni.

Non c’è gita in Belgio poi che non includa l’assaggio di birra! Il locale in cui siamo andati, De Dulle Griet, è un tipico “bruin cafè” molto conosciuto dagli intenditori. Offre qualcosa come 350 tipi di birra! Per me, che non sono per niente un’intenditrice e bevo alcolici occasionalmente, un’offerta abbastanza spaesante! Su consiglio del barista mi sono decisa per una Kriek, birra aromatizzata alle ciliegie.

Gent-birraGent-KriekSalute, e alla prossima!

I tropici a due passi da casa…

OrchideeEra da tempo desiderio di mio suocero quello di tornare a visitare la serra delle orchidee: de Orchideën Hoeve, nella provincia olandese Flevoland (il sito web è anche in Inglese e Tedesco). Lui è appassionato e ne ha diverse in casa, tutte bellissime. Cosí domenica scorsa lo abbiamo accontentato e devo dire che la gita è piaciuta molto anche a noi.

In realtà il posto è ben più di una serra di orchidee: si tratta infatti di un vasto parco coperto dove sono ricostruiti meravigliosi ambienti tropicali che ospitano una grandissima varietà di specie di piante. Vi si trova poi il più grande (a detta loro) giardino di farfalle d’Europa e varie altre attrazioni. Ce n’è da passarci una buona mezza giornata.

Ho imparato qualcosa sulla cura delle orchidee, anche se io invece non ne vado matta. L’unica che possiedo, una phalaenopsis dai fiori bianchi che mi ha seguito di casa in casa per qualche anno, finora se l’è cavata benissimo anche senza mie particolari premure. In ogni caso, per sicurezza, nel negozio annesso le ho comprato un bel vaso grande, di quelli trasparenti che consentono di controllare lo stato delle radici. Di solito l’orchidea te la vendono in un vaso di quel tipo, piuttosto piccolino, ma quando si tratta di re-invasarla non c’è verso di trovarne uno di una misura superiore nei normali negozi di piante e fiori (e nemmeno nelle serre). Così la mia phalaenopsis potrà presto traslocare e allargarsi!

Per il resto mi sono goduta la gita ai tropici a pochi chilometri da casa e ho fatto qualche foto…

Piante-tropicali-1Piante-tropicali-2Orchidee-3Sapevate che la bacca di vaniglia è il frutto di un tipo di orchidea? Io no!

Piante-tropicali-vaniglia3Piante-tropicali-3Piante-tropicali-5Orchidee-4Piante-tropicali-8Piante-tropicali-11Piante-tropicali-10Piante-tropicali-6 Orchidee-2Piante-tropicali-9Orchidee-5