Categoria: Ricette

Colori che nutrono

Inspiring colours from the nature…

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Le verdure…a volte anche solo guardarle fa bene alla salute! Vegetables are good for your health. Sometimes I feel good just by looking at them!

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Queste spettacolari bietole erano anche deliziose… These beautiful chards were delicious as well…

 

 

 

 

(Specie di) Farinata alle bietole

un bel mazzo di bietole fresche; un dente d’aglio o uno scalogno affettato; circa 150 gr di farina di ceci; acqua q.b; presa di sale marino integrale; erbe a piacere (io rosmarino e maggiorana, essiccati); olio evo q.b.

Premetto che, se nel cucito sono precisa, in cucina spesso vado a occhio e intuito. Peso gli ingredienti e mi attengo alle ricette solo quando non ne posso fare a meno (torte, pizza, lievitati in genere). Questa è una ricetta “a occhio e croce” da me improvvisata. So che la farina era circa 150 gr perchè proveniva da un pacchetto da 300 di cui sapevo di aver già usato circa la metà. Detto ciò:

Stemperare la farina di ceci con acqua fino ad ottenere una consistenza semiliquida. Aggiungere un pizzico di sale e erbe aromatiche a piacere (io qui ho messo il rosmarino). Mescolare bene e lasciare riposare alcune ore (Io circa 4, perché ci ho pensato tardi… se avete tempo, anche 8).

Lavare bene le bietole, separare i gambi dalle foglie, sminuzzare. Saltare in padella con aglio o scalogno o entrambi, olio ed eventuali erbe aromatiche (io qui la maggiorana). Meglio iniziare con i gambi, che sono più duretti, e aggiungere le foglie quando questi si saranno un po’ ammorbiditi. Se le foglie sono grosse e i gambi spessi, cuocere a vapore o lessare brevemente e poi ripassare in padella (io ho fatto cosi. Ho anche conservato l’acqua e ci ho cotto il riso la sera dopo).

Rivestire una teglia (la mia è 28 cm di diametro) di carta da forno, disporre le bietole sul fondo, versare l’impasto di farina di ceci fino a ricoprire uniformemente. Infornare a 180-190 gradi, forno già caldo. Dopo 20 minuti circa controllare la cottura: la superficie dovrebbe essersi asciugata e screpolata. Se no, re-infornare e aspettare che ciò accada. A quel punto, spennellare bene con olio d’oliva e re-infornare fino a doratura della superficie. Lasciare intiepidire. Si può anche mangiare appena sfornata: l’interno sarà piuttosto morbido. Più si raffredda, più diventa compatta. Tagliare e servire con contorno a piacere (io insalata di pomodori).

Volendo si può arricchire ulteriormente la pastella con un cucchiaio d’olio e formaggio grattugiato. Buonissima! Il giorno dopo a pranzo, fredda, con pane tostato…ancora più buona!!!

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Rosso intenso…

Aggiornato 19 Mag 2014 vedi sotto.

Barbabietole rosse

 

A volte non c’è bisogno di andare in un museo per vedere un’opera d’arte…

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…si può godere dei colori anche così, preparando la cena …

 

 

 

 

Poiché questo post è stato apprezzato e ampiamente commentato, ho deciso di aggiornarlo con la ricetta nella quale sono finite le belle barbabietole, proprio un attimo dopo essere state fotografate e postate affinché se ne potesse ammirare il meraviglioso colore.

Non l’avevo fatto subito perché temevo di andare troppo fuori tema, ma ho cambiato idea. Del resto avevo avvertito: “cucito e altre storie”!

La ricetta originale proviene da “De Lepelaar”, il nostro fornitore di verdure biologiche, che ogni settimana allega alla spesa dei foglietti con indicazioni su come preparare i loro preziosi ortaggi. Io l’ho modificata, in base a quello che avevo in casa e ai nostri gusti, ma il concetto rimane lo stesso:

Insalata tiepida di barbabietole arrosto e formaggio di capra:

barbabietole rosse, possibilmente nuovo raccolto, belle tenere e fresche; origano fresco a piacere; olio d’oliva; aceto balsamico; insalata soncino; formaggio di capra fresco; semi di girasole e pinoli tostati; sale e pepe.

Lavare bene le barbabietole, eliminare le cime e tagliarle a tocchi. Condire in una pirofila da forno con olio, sale e pepe e l’origano sminuzzato. Infornare a 180-190, coperte con foglio di alluminio, per 15-20 minuti +-. Poi rimuovere il foglio di alluminio e re-infornare fino a che saranno cotte e arrostite bene (qui i tempi variano a seconda che le barbabietole siano nuove o meno e a seconda della grandezza dei pezzi tagliati. Se la cottura si protrae meglio rimescolare ogni tanto). Sfornare e lasciare intiepidire. Unire qualche manciata di soncino, il formaggio di capra sbriciolato, i semi tostati. Condire con ulteriore olio e aceto balsamico, a piacere, e servire, accompagnando con pane rustico tostato.

Io adoro le barbabietole e fatte cosí sono deliziose! La ricetta originale prevedeva anche succo di limone nel condimento finale, che io vedrei bene solo in alternativa all’aceto balsamico, timo fresco, che io non avevo, al posto dell’origano, un po’ di dragoncello fresco da aggiungere anche lui dopo la cottura, e niente semi. Vedete voi.

Quantità e dosi non erano ben chiare sul foglietto. Dice 500 gr di barbabietole e una tazza (?!) di formaggio di capra ma non specifica per quante persone. Io credo dipenda un po’ da quanta fame avete e quanti siete e da cos’altro pensate di mettere in tavola. Le quattro della foto, del cui peso non ho idea ma che erano medio-piccole, con due-tre generose manciate di insalata e, penso, un etto abbondante di formaggio di capra sono diventate piatto unico a cena per due, accompagnate da pane integrale in abbondanza.

Nota finale: queste barbabietole ci sono state consegnate con tanto di gambi, di quel bellissimo colore rosa shocking, e ciuffo verde attaccato. Non ho di certo buttato via quella meraviglia: ben lavato, tagliato a tocchetti e saltato in padella con olio e aglio è diventato un condimento per la pasta eccezionale!

Ciao!