Cappello-fatto-a-manoIl cappello è un accessorio multifunzionale che mi è sempre piaciuto. Ripara e tiene calda (o fresca) la testa e completa il look, dando quel tocco in più di stile e personalità. Ogni cultura ha i suoi copricapo tipici, ogni epoca ha il proprio cappello e ci sono poi modelli intramontabili per la loro semplicità e versatilità. Per questo, il cappellino proposto da Kathrin sul suo blog Annekata mi ha colpita subito! Ho visto l’immagine su Pinterest e non ho potuto fare a meno di seguirla per rintracciare la fonte e le istruzioni per realizzarlo!

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Il metodo che Kathrin propone è un colpo di creatività non da poco. In due diversi post spiega come ottenere il modello, una sorta di ciambellone, da un piatto! e poi come confezionare il cappello e come farne una versione con fodera. Fantastico!

Senonché, preparare il modello come fa lei, partendo dall’esterno e ricavando poi all’incirca la misura per la mia testa, mi sembrava una cosa non alla mia portata. Mi vedevo già fare mille aggiustamenti e mille prove e mai arrivare a un risultato soddisfacente. Come fare allora?

Credevo di aver trovato la via – e la scorciatoia – quando ad una più attenta occhiata al mio famoso cartamodello anni ’90, ho visto che una delle tracce proposte era effettivamente un ciambellone. Non ho píù l’immagine di copertina, ma presumo si trattasse del modello per un basco classico, perché alla forma di ciambella è associato un cinturino piuttosto basso. “Beh, ho pensato – io uso il cartamodello per il cappello e poi seguo le istruzioni di Kathrin per fare la fascetta intorno alla testa, e il gioco è fatto!” Avevo in mente questo quando nel post del 5 ottobre dichiaravo che avrei cucito altri cappelli.

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Per fortuna faccio sempre delle prove in tela: ho tagliato la 52 credendo di andare sul sicuro: l’altro modello mi va perfetto in quella misura! Ma questo, invece, era un po’ stretto. Allora, ho tagliato la 54. Mi cascava sugli occhi! in mezzo non c’era nulla. Ancora…come fare?

La soluzione mi è stata fornita da un’impovvisa riminiscenza dei tempi della scuola. Per la prima volta, da quando mi è punta vaghezza di confezionare cappelli, ho pensato di misurare la circonferenza della mia testa!

Se noi conosciamo la circonferenza, ricordate? possiamo ricavare il diametro- e poi il raggio- dividendo per un valore fisso che è 3,14 (il “pi” greco, o π! ) e poi per 2 (o direttamente per 6,28)!

E  quindi, con l’aiuto di un compasso, disegnare il cartamodello per fare questo cappello su misura!

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Riassumo i passaggi cercando di illustrare con qualche foto. Spero sia chiaro! Partiamo:

1) ho misurato la circonferenza della mia testa con il metro morbido, facendolo passare intorno alla nuca e alla fronte, dove volevo che appoggiasse il cappello: 54,5. (A questo punto ho capito che il cartamodello, probabilmente, per taglia 52 intende una misura che potrebbe vestire da una circonferenza testa 52 fino a una 54. E, per 54, una misura che veste fino quasi alla 56. O qualcosa del genere. Sta di fatto che a me occorre una cosa a metà strada che le taglie standard non soddisfano).

2) Alla misura rilevata io ho aggiunto mezzo centimetro di vestibilità, perché il cappello fosse “comodo” e perché voglio portarlo un po’all’indietro: 55 (circonferenza testa):3,14 (π): 2 = 8,76 circa = misura del raggio.

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3) Ho aperto il mio compasso a 8, 80, arrotondando (in questo modo alla mia misura si aggiungerà ancora qualche millimetro. Avrei anche potuto decidere di arrotondare per difetto o di non arrotondare affatto). Applico un pezzetto di nastro di carta su un foglio da modelli. Questo trucco me lo ha suggerito il mio compagno: serve a non far scivolare la punta del compasso. Funziona! Traccio la circonferenza interna: la misura della mia testa!

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4) aggiungo il margine per tracciare la circonferenza esterna. Qui possiamo fare come ci pare, a seconda di quanto ampio vogliamo che sia il cappello. Io ho aggiunto 6 cm.  Apro il compasso alla misura giusta, lo punto esattamente dove ho puntato prima (aiuta segnare un puntino col pennarello sul solco lasciato dalla punta del compasso) e traccio la circonferenza esterna tenendo lo stesso centro. Questo è un po’ piú difficile, lo ammetto! bisogna tenere un po’ ferma la punta con una mano. E, ovviamente, c’è un limite all’estensione del compasso. Un’alternativa è misurare i nostri cm in più col metro morbido o col righello, partendo dalla circonferenza di base. Spostandosi via via su di essa, tratteggiare il cerchio esterno a matita (un po’ come si fa quando si aggiungono i margini di cucitura).  Qui  si vede il risultato finale:Fare-un-cappello-5

 

 

 

 

5) Preparo il modello per la fascetta disegnando un rettangolo lungo quanto la circonferenza della mia testa e alto quanto l’altezza desiderata. 6) Ritaglio le due parti del cartamodello. Fare-un-cappello-6

7) Quando lo appoggio sulla stoffa, mi ricordo di aggiungere i margini di cucitura prima di tagliare! Ovviamente, taglio due cerchi: uno CON il buco in mezzo e uno SENZA.

Ecco, io vi ho proposto il mio metodo. Non pretendo che sia né il migliore né preciso al 100%. Per me, ha funzionato!Potete usare quello che più vi si addice e fare i vostri esperimenti. Per la confezione, Kathrin fornisce istruzioni chiarissime.

Se poi non siete pignoletti come me, che passo le marche per unire bene le parti, imbastisco tutto prima di cucire ecc ecc…, ve la cavate piuttosto in fretta. Consiglio comunque di fare una prova in tela qualsiasi, prima di tagliare la vostra bella stoffa!

Con o senza fodera, leggero o pesante, in felpa o maglina, abbellito da impunture, applicazioni, bottoni, fiori di stoffa… non ci sono limiti alle possibilità di questo modello!

Cappello-fatto-a-mano-1Il mio cappellino è ricavato da uno scampolo di morbidissima e caldissima lana scozzese ed è foderato in cotone. La stoffa non era abbastanza per poterla tagliare in modo da far combaciare il disegno, per di più irregolare, in tutte le direzioni. Ma a me piace anche così…un po’ punk! penso che lo decorerò con qualche spilletta!

Un grande ringraziamento a Kathrin per l’idea, i bellissimi post e le istruzioni per la confezione. E complimenti per l’ingegno!

 

 

 

14 comments on “Ancora un cappello, e un ripasso di geometria…”

  1. Eccola qua..!
    Confesso che il ripasso in geometria , pur valutandolo come prezioso , non mi rimane attaccato….
    Invece il risultato finale , si’, e’ un gran bel cappello!
    E ti sta benissimo.
    Complimenti per davvero!

  2. Complimenti per l’ingegno anche a te! Direi che ci sono davvero ottimi spunti in questo tuo post. Grazie anche per l’idea di rinforzare (e non solo) la carta sottile dei cartamodelli con il nastro adesivo di carta, me la ricorderò! Il fatto che il disegno non riesca a combaciare mi piace anche di più, è più fresco e moderno.

    • Grazie, mi sono dovuta spremere un po’ per arrivarci. Il nastro di carta, invece, non mi sarebbe mai venuto in mente! Utilissimo!

  3. Ho visto l’ultimo tuo posto e sono deliziata e anche commossa: le presine sono la copia di quelle che faceva la mia mamma nei pomeriggi seduta vicino a me, io impegnata negli adempimenti pomeridiani del mio lavoro, lei con l’uncinetto e gli avanzi di lana colorata. Molte presine le regalava , altre conservo ancora come suo ricordo.
    Ma il dieci e lode e lode e lode, cara Marilena, va al modello del cappello, con le spiegazioni per eseguirlo. Mi hanno sempre affascinato i modelli dei colletti, delle tasche, delle maniche, mi sembrano piccoli grandi miracoli di carta. Il tuo cappello è meraviglioso, insuperabile e, credo, anche abbastanza facile da realizzare!

    • Ciao Sefora, grazie per la visita!
      Quei tondi fatti all’uncinetto assomigliano a presine ma sono in realtá palline per l’albero di Natale.
      Ma non importa, quel che importa é il bel ricordo che hanno suscitato. Sono sicura che la persona che le ha realizzate ne sarebbe felice.
      Il cappello é facile da fare, in effetti, e anche preparare il cartamodello non é particolarmente complicato. Ben felice che ti sia piaciuto!
      P.S.: il mio nome é Sara, non Marilena. Ciao, alla prossima.

  4. Ciao sono Meri, vorrei cucire il cappello di cui all’articolo, ma mi mancano alcuni punti, non so leggere l’altro blog, perché in inglese, ad esempio non so dopo aver tagliato i pezzi, la ciambella ed il tondo, come vanno cuciti, il lato esterno del ciambellano va attaccato al tondo od il lato interno,non so sicura di come fare, se puoi rispondimi alla mia e.mail poi magari se posso ci sentiamo via telefono, grazie meri, visita anche tu il mio blog se vuoi: untoccodimagia.wordpress.com

    • Ciao Meri,
      innanzitutto mi scuso per aver pubblicato e risposto al tuo commento cosí in ritardo. Ero in viaggio e con accesso a internet limitato.
      Dunque, una volta tagliate le parti, la confezione del cappello é piuttosto semplice: inizia appoggiando la ciambella sul tondo dritto contro dritto (questo se usi una stoffa che ha un dritto e un rovescio naturalmente) e uniscile cucendo lungo il bordo. Per attaccare la fascetta lo stesso: puntala con gli spilli dritto contro dritto al bordo interno della ciambella e cuci tutto intorno. Questa parte richiede un attimo piú di pazienza,puoi aiutarti puntandola prima in quattro punti, opposti due a due, e poi via via il resto. Ripeti il tutto con la fodera, poi uniscila al cappello esterno inserendo le due parti una dentro l’altra dritto conntro dritto e cucendo lungo i bordi delle fascette. Ovviamente lascia un’apertura alla fine per poter rivoltare il lavoro, che poi andrai a chiudere con dei punti nascosti.
      Spero di averti aiutata anche se mi rendo conto che le spiegazioni senza immagini potrebbero essere poco chiare. Fammi sapere!
      Buon lavoro, io intanto vado a sbirciare il tuo blog.
      ciao e grazie!

  5. Grazie Sara, sei davvero gentile, a dir il vero ho già cucito un cappello di prova, con un pezzo di stoffa riciclata, è venuto bene ora ho le misure per farne uno non solo di prova. Sai tagliavo solo un pezzo, tagliavo il tono e poi non so perché lo volevo ricucire al ciambellone, insomma mi intrigavo. Poi ho capito che i pezzi erano due tondo grande e ciambelle e ce l’ho fatta, cmq grazie di nuovo. Ed ora ti parlo del panno casentino: è un panno prezioso prodotto nel Casentino, provincia di Arezzo è solo lana di pecora lavorata in un determinato modo per cui forma dei ricciolini.E’ molto bello e molto costoso, io ho un cappottino di panno casentino uguale uguale a quello della protagonista di” colazione da Tiffany” è molto bello, a me piacciono le cose cucite a mano e con stoffe di qualità, sarà perché la mia mamma era una brava sarta da uomo ed io ho da lei ho imparato ad apprezzare certe cose importanti. Ora leggo di nuovo la tua risposta così il prossimo cappellino sarà adorabile. Grazie ed un abbraccio. Meri

  6. Interessante, e dev’essere davvero bellissimo! Grazie 🙂
    In bocca al lupo per il cappello, fammi sapere! Mi piacerebbe vedere il risultato finale…
    Ciao!

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