Mese: febbraio 2016

Ciotoline di cartapesta

Papier mâché bowls

Ciotoline-di-cartapestaHo fatto tre ciotoline di cartapesta, con il metodo delle striscioline di carta di giornale strappate a mano e incollate a strati. Come supporto e modello ho usato delle ciotoline di ceramica (unte con vaselina e ricoperte con pellicola trasparente, per poterle poi rimuovere facilmente).

Ciotoline-di-cartapesta-1Per preparare una buona colla, naturale e atossica, basta sciogliere circa 50 gr di farina bianca in un litro d’acqua e cuocere la mistura su fiamma bassa, possibilmente in un pentolino antiaderente, continuando a mescolare con una frusta finché non si addensa. Si lascia intiepidire e si può usare subito, stendendola con un pennello morbido.

Ciotoline-di-cartapesta-2 Ho incollato tantissime striscioline di carta le une sulle altre, alternando la direzione e lisciando bene con le dita le bolle e le pieghe che via via si formavano, fino ad ottenere un bello spessore. Come appoggio per il mio lavoro ho utilizzato un sottopentola di sughero.

Ciotoline-di-cartapesta-3

Ho lasciato asciugare per un paio di giorni, vicino al termosifone. Ho ritagliato i bordi con un taglierino, poi li ho rifiniti ricoprendoli con ulteriori striscioline di carta (NB: la colla di farina, non avendo conservanti, dura solo pochi giorni, in frigorifero. Si riscalda a bagnomaria prima di riutilizzarla).

Ciotoline-di-cartapesta-5

Bisognerebbe avere la pazienza di lasciare asciugare bene la carta, prima di rimuovere il modello di ceramica. Io l’ho avuta solo con una delle tre, quella azzurra, che infatti è quella con la forma più regolare. Le prime due, asciugandosi senza supporto, si sono un po’ deformate.

Ciotoline-di-cartapesta-4

Per dipingerle ho utilizzato dei colori acrilici. In un caso, avevo deciso di rifinire con ulteriori strati di carta non solo il bordo ma anche l’interno, creando un collage che mi piacesse e che mi sono poi limitata a lucidare con del flatting trasparente.

Non giocavo con la cartapesta dai tempi della scuola elementare e mi sono proprio divertita! Anche se un po’ rudimentali, le mie ciotoline mi piacciono abbastanza.

Ne ho utilizzata una per raccogliere i fili di scarto di un recente esperimento di cucito (non riuscito)…

Ciotoline-di-cartapesta-6

in un’altra ho riposto il mio ultimo prezioso acquisto al mercatino dell’usato…

Ciotoline-di-cartapesta-7

Alla prossima!

 

Una storia d’amore e calzini

SValentino-AuguriTutto è iniziato quando un amico mi ha chiesto di realizzare per lui uno dei miei coniglietti-calzino, come regalo di compleanno. Avevo a disposizione un paio di calzini (nuovi, presi al mercato) di colori un po’ femminili, ho trovato in casa un ritaglio di tulle arancione che si intonava, un avanzo di lana rosa e così, questa volta, è nata una coniglietta.

Coniglietta-ballerina-calzino

Non è dolcissima?

Coniglietta-ballerina-calzino-3Qui in casa, la coniglietta Ballerina ha conquistato tutti!

Ma, in particolare, ha conquistato il cuore del timido Pallino…ve lo ricordate?

Coniglietto-Calzino-Pallino

Sembrano proprio fatti l’una per l’altro…

Coniglietta-ballerina-calzino

I giorni passavano e la data del compleanno si avvicinava, ma ormai era chiaro che non avrei potuto separarli. E così, il mio amico ha dovuto aspettare l’ispirazione per un altro coniglietto.

Per fortuna, quando gli ho mandato una foto dei due innamorati, ha capito benissimo:

Coniglietti-calzino-SValentino

Era il momento giusto per raccontare questa storia…

…buon San Valentino!

Frittelle di Carnevale

Frittelle-di-CarnevaleQuando eravamo bambini c’era sempre qualche mamma, o la maestra a scuola che, per Carnevale, organizzava una festicciola in maschera. In quelle occasioni, le frittelle (e le chiacchere!) della mia mamma, erano molto apprezzate. Io ho imparato a farle in questi giorni, seguendo la sua ricetta. Prima non mi era mai venuto in mente di provarci. Finché ho vissuto in Italia, ho mangiato quelle fatte da lei. Da quando vivo qui, un po’ perché il Carnevale in Nord Holland non si festeggia, un po’ perché le frittelle sono una specialità che da queste parti attiene piuttosto al Capodanno ma inizia ad essere venduta in appositi baracchini già dal tardo autunno, o non ci penso proprio o, quando arriva Febbraio, non mi vanno già più.

Frittelle-di mele-e-uvettaSolo che stavolta i baracchini delle “Oliebollen” (questo il nome locale, molto eloquente) non mi hanno mai tentata e il Capodanno l’ho passato a Milano. Perciò le frittelle, a tempo debito, mi sono venute in mente eccome!

Il primo tentativo è andato così così ma già la seconda volta, con qualche aggiustamento, sono venute perfette e deliziose. Servite belle calde, accompagnate da una fresca spremuta di arance e clementini, sono state un goloso “brunch” della domenica.

Frittelle-colazione-carnevaleEcco la ricetta della mamma, per una ventina abbondante di frittelle, con le mie dosi ridotte tra parentesi, per farne 10-12. Per due persone, sono già un’abbuffata:

300 gr. di farina (io 150); 2 uova intere (io 1) più 1 tuorlo; una bustina di lievito per dolci (io 1e1/2 cucchiaini); la scorza grattugiata di 1 limone bio; 1 pizzico di sale marino; uvetta a piacere (io 50 gr); 2 mele (io 1); latte q.b.; olio di semi di arachide per friggere q.b. (mia mamma ha sempre usato quello e io, che non friggo mai, mi ci sono trovata bene).

Mettere a bagno l’uvetta in acqua tiepida e nel frattempo, in una ciotola capiente, setacciare la farina e il lievito. Aggiungere il sale, l’uovo intero più il tuorlo, l’uvetta strizzata bene e iniziare a mescolare con una frusta. Aggiungere latte via via in piccole quantità finché l’impasto non sarà omogeneo ma ancora piuttosto compatto. Sbucciare la mela, dividerla in quarti e affettarli finemente con una mandolina direttamente nella ciotola. Mescolare bene e verificare la consistenza. Se il liquido rilasciato dalla mela non sarà stato sufficiente, aggiungere latte, pochissimo alla volta, continuando a mescolare, fino ad ottenere una pastella morbida ma che non “cola” dal cucchiaio.

Frittelle-impastoFrittelle-olio

Lasciar riposare coperto per non meno di mezz’ora (meglio un’oretta).

A questo punto scaldare a fiamma dolce abbondante olio (le frittelle devono poterci galleggiare, quindi ce ne vuole parecchio!) in una pentola di acciaio dai bordi alti. Quando è caldo, abbassare la fiamma al minimo, prelevare una cucchiaiata di impasto e, con l’aiuto di un altro cucchiaio, farla scivolare delicatamente nell’olio. La pastella in un primo momento affonderà e dopo pochi istanti verrà a galla, gonfiandosi allegramente. Aspettare che ciò accada, prima di immergere la seconda cucchiaiata. Ho letto qua e là che la temperatura dell’olio dovrebbe essere max. sui 170-180 gradi. Io non ho il termometro, perciò non ho potuto controllare questa informazione. Però, come mamma, ho fatto delle prove intermedie con piccole quantità di impasto. Quando si gonfia, galleggia e frigge dolcemente, va bene.

Lasciarle dorare lentamente, rigirandole ogni tanto con una paletta. Ritirarle con la schiumarola e adagiarle su un piatto rivestito di carta da cucina. Cospargerle via via di zucchero semolato. Ho provato a tenerle in caldo nel forno al minimo e anche a riscaldarle una volta raffreddate. Se proprio non si può evitare, va bene, ma appena fatte, calde o appena intiepidite, son più buone.

Frittelle

Preferisco usare l’olio della frittura una sola volta (l’ho lasciato raffreddare completamente, filtrato per eliminare i residui, versato in una bottiglia di plastica e lo smaltirò presso l’apposito centro di raccolta del Comune).

Buon appetito e buon Carnevale!