Mese: gennaio 2015

Re-fashion di una gonna.

Mi sono cimentata con un lavoro nuovo: stringere una gonna!

Nel mio armadio sono appese, abbandonate, diverse gonnelle a cui sono molto affezionata, diventate grandi perchè ho perso qualche chilo. Un po’ per pigrizia e un po’ per sfiducia, non mi sono mai messa a provare ad accomodarle: mi è sempre sembrato un lavoro difficile, oltre che lungo, e la paura di fare danni ha fatto da maggior deterrente.

Gonna-fucsia-re-fashionQuesto modellino fucsia a trapezio, di cui invece mi ero completamente scordata, è saltato fuori molto opportunamente, mentre riordinavo un po’ il guardaroba.

L’avevo comprata per pochi euro (forse uno!) a un mercatino dell’usato, nonostante fosse una taglia abbondante e un po’ lisa sul davanti, perché mi piaceva il colore e anche perchè suggestionata da una signora che si trovava lì mentre la provavo. “Ti sta bene…al massimo la riprendi un po’ sui fianchi”, aveva detto!

Bene, era arrivato il momento di cimentarmi con il tanto rimandato compito. Alla peggio, avrei rovinato una gonna di seconda o terza mano, e recuperato la stoffa recuperabile per farci altro.

Purtroppo non ho foto passo passo del metodo che ho seguito: il lavoro mi ha talmente assorbita che mi sono dimenticata di fotografare! e le poche foto che ho scattato sono venute malissimo, un po’ per la cattiva luce e un po’ per la mia fretta! Ma voglio lo stesso raccontare per sommi capi come ho fatto e parlare di cosa ho imparato nel processo. Oltre che, ovviamente, mostrare il risultato finale!

Per prima cosa ho indossato la gonna e puntato degli spilli, davanti allo specchio, per segnare la ripresa necessaria sui fianchi.

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Poi, l’ho scucita TUTTA! Questo vuol dire: staccare la fodera e la baschina di rinforzo interna, smontare la cerniera (dal fianco sinistro), separare il davanti dal dietro, scucire gli orli. Un lavoro meditativo e di pazienza (da eseguire con una bella musica di sottofondo, sorseggiando a intervalli un buon tè), che mi ha dato l’occasione di studiare bene come era stata costruita. Infatti, se ci pensiamo, scucire significa in pratica rifare, a ritroso, tutti i passaggi che sono stati eseguiti per assemblare il capo e poter osservare il tipo di punto usato, dove sono posizionati i rinforzi, dove sono incise le tacche e così via.

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Ho misurato i centimetri necessari lungo tutto un fianco del pannello davanti e segnato, sul rovescio del tessuto, col gesso da sarta, la linea della nuova cucitura. Ho piegato il pannello a metà lungo il centro e riportato la misura sull’altro fianco. Ho passato delle marche per avere un segno più affidabile.

Ho ripetuto questa operazione sul pannello del dietro e poi ho fatto la stessa cosa sulle due parti di fodera.

Ho approfittato dell’occasione per ricavare un cartamodello per future gonne: appoggiati i due pannelli del davanti e del dietro, opportunamente piegati a metà lungo il centro, su un foglio di carta da modello, ne ho ricalcato a matita i contorni. Naturalmente, ho riportato anche sul cartamodello la nuova linea del fianco (e controllato/aggiustato ulteriormente la misura confrontandola con le misure reali della mia circonferenza vita e fianchi), prima di ritagliarlo.

Gonna-fucsia-re-fashion-3A questo punto dovevo occuparmi del tessuto liso sul davanti. Sapevo già cosa avrei utilizzato come “toppa”: la silhouette di un gatto, ricopiata da una sagoma di un materiale spesso, tipo moquette o feltro pesante, che mi gira in casa da anni. Regalo di tanti compleanni fa da parte di un caro amico, ho sempre avuto l’idea di cucirla sulla fodera di un cuscino, e finora è rimasta un’idea. Ma divago…questa è un’altra storia e chissà mai che non arrivi anche a quello prima o poi!

Per il mio progetto in corso mi serviva in una versione più morbida e leggera, quindi l’ho ricalcata su un vecchio golfino nero infeltrito da un lavaggio sbagliato. Poi l’ho ritagliata e applicata con uno zig zag sul pannello davanti della gonna.

Il resto è stato riassemblare con attenzione le parti usando le marche come riferimento, ricucire la cerniera, rifare gli orli. Ancora, musica di sottofondo, svariate tazze di tè e molta pazienza! Ci ho lavorato per parecchio tempo ma sono molto soddisfatta, sia del processo, sia del risultato:

Gonna-fucsia-re-fashion-fineChe ne dite?

È valsa decisamente la pena provarci, secondo me!

Adesso non vedo l’ora di andare al mercatino dell’usato e scovare una gonnelina un po’ grande per divertirmi a modificarla e re-inventarla!

La prossima volta cercherò di fare più foto, così da condividere meglio il metodo e approfondire l’argomento. Ogni consiglio è benvenuto e se ci sono domande son qui! Ciao!

 

 

Moda economica, ecologica e fai-da-te: da calzino bucato a scaldabraccia!

DIY arm warmers from old socks. Functional, stylish and eco-friendly!

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Sono stata a casa per le feste. Non potrei farne a meno: ogni tot, devo andare! Questa vita in perenne viaggio su e giù per l’Europa, pervasa da costante nostalgia, che a volte mi pesa un po’, a volerla guardare con spirito positivo presenta dei vantaggi. Ad esempio, posso apprezzare le cose belle di entrambi i paesi, che dò per scontate quando mi ci trovo ma che poi mi mancano mentre sono via.

A Milano, a parte la gioia di stare con famiglia e vecchi amici, tra una visita a qualche bella mostra o una serata al cinema o a teatro, mi piace sempre molto girare per negozietti, librerie e mercati rionali, entrare in un bar e bere un caffé senza pagarlo una fortuna e, soprattutto, guardare come si vestono le persone! La cura per l’abbigliamento e un certo buon gusto, in Italia, si sa, non mancano. Certo, ci sono anche le esagerazioni ed un po’ del solito bieco e insensato consumismo (e conformismo), nonostante i tempi che stiamo vivendo. Ma le fonti di ispirazione, per chi ha voglia di inventare il proprio stile, indubbiamente abbondano.

Uno dei fashion-items di questo autunno-inverno, ho notato, è lo scaldabraccia! Ho visto, nelle vetrine e indossati dalle ragazze, abitini e golfini smanicati o a maniche corte accompagnati da lunghi copribraccia coordinati. La cosa mi ha fatto sorridere. Io gli scaldabraccia li ho sempre usati! E me li sono sempre fatti da me… riciclando i vecchi calzini bucati!

During my last trip to my hometown, Milano, I noticed that one of this fall-winter fashion items is the arm warmer. I have seen short sleeves pullovers and mini-dresses matched with arm warmers, often in the same material-colour of the dress, sometimes contrasting. That made me smile, as I always made my own arm warmers from old worn-out socks!

riciclo-vecchi-calziniHo già avuto modo di dire che amo i calzini fantasia e che raramente li butto via: quando sono vecchi e rovinati, cerco sempre di riciclarli. A seconda del grado di consunzione e di dove si trova il danno, provo a trasformarli in qualcos’altro.

As I said before, I love my socks too much to throw them away. So, when they are worn-out, I always try to rescue them.

Lo scaldabraccia o copribraccia è la mia soluzione per quando si bucano in punta o sul tallone.

The arm warmers are my solution, when there is a hole in the foot: only one cut and I have my new ready-to-wear fashion accessory. Finally, I can really show them off!

riciclo-vecchi-calzini-taglioCon una sola sforbiciata per calzino ottengo un nuovo accessorio per personalizzare il mio abbigliamento.

Qualcuno forse riderà, io invece trovo che questi scaldabraccia siano una bella rivincita per i poveri calzini, che hanno trascorso quasi tutta la loro vita nascosti sotto i pantaloni.

Adesso posso ammirarli ed esibirli:

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Nell’ultima foto, una vecchia calzamaglia. Questi copribraccia non solo sono belli ma anche utilissimi: come strato “extra” sotto i maglioni quando fa tanto freddo, tra la manica del golfino e i guanti per fermare l’aria quando si va in bicicletta e anche per “allungare” maniche troppo corte.

The ones in the last picture are made out of an old maillot.These arm warmers are not only fashionable, they are also very functional: under a pullover for extra warmth, when the weather is really cold, or to stop the breeze when biking (wear them between your pullover and the gloves!) and to extend too short sleeves!

Guardo con affetto il mio nuovo paio di calzini a cuoricini. Cosa gli riserverà il futuro?

When I look at my new pair of socks, I can’t help thinking: what will I turn them in to, in the future?

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Custodie per occhiali all’uncinetto (di mamma)

Crocheted glasses cases

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Portaocchiali-rossoSe qualcuno si fosse chiesto da dove viene la mia vena creativa e la passione per i lavori manuali: queste custodie per occhiali le ha fatte la mia mamma!

In case someone was wondering where my creativity and passion for handicraft comes from: these glasses cases are made by my mother!

Io le trovo bellissime: mi piacciono i colori che ha scelto e come ha abbinato i bottoni. Sono semplici e funzionali, con un carattere deciso e allegro, come piace a noi.

I find them beautiful: simple and functional, but also happy and funny. I love the colours, and the buttons she picked. 

Portaocchiali-internoL’interno è rinforzato, in modo da renderle un po’ rigide, e proteggere bene le lenti.

The inside is reinforced with interfacing, to better protect the glasses.

Ne ho scelta subito una per me: color ciclamino, perfetta per accogliere i miei occhiali verdi!

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I have choosen the purple one for myself: it goes well with my green glasses!

Mi piace tanto anche quella arancione ma non le abbiamo ancora trovato il bottone giusto.

I like the orange one very much as well, but we still have to find the right button for it.

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Ne metterò presto qualcuna nel negozietto, per vedere l’effetto che fa!

Hope you like them: they will be soon available in my shop!

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