Mese: novembre 2014

Ancora un cappello, e un ripasso di geometria…

Cappello-fatto-a-manoIl cappello è un accessorio multifunzionale che mi è sempre piaciuto. Ripara e tiene calda (o fresca) la testa e completa il look, dando quel tocco in più di stile e personalità. Ogni cultura ha i suoi copricapo tipici, ogni epoca ha il proprio cappello e ci sono poi modelli intramontabili per la loro semplicità e versatilità. Per questo, il cappellino proposto da Kathrin sul suo blog Annekata mi ha colpita subito! Ho visto l’immagine su Pinterest e non ho potuto fare a meno di seguirla per rintracciare la fonte e le istruzioni per realizzarlo!

Cappello-fatto-a-mano-2

Il metodo che Kathrin propone è un colpo di creatività non da poco. In due diversi post spiega come ottenere il modello, una sorta di ciambellone, da un piatto! e poi come confezionare il cappello e come farne una versione con fodera. Fantastico!

Senonché, preparare il modello come fa lei, partendo dall’esterno e ricavando poi all’incirca la misura per la mia testa, mi sembrava una cosa non alla mia portata. Mi vedevo già fare mille aggiustamenti e mille prove e mai arrivare a un risultato soddisfacente. Come fare allora?

Credevo di aver trovato la via – e la scorciatoia – quando ad una più attenta occhiata al mio famoso cartamodello anni ’90, ho visto che una delle tracce proposte era effettivamente un ciambellone. Non ho píù l’immagine di copertina, ma presumo si trattasse del modello per un basco classico, perché alla forma di ciambella è associato un cinturino piuttosto basso. “Beh, ho pensato – io uso il cartamodello per il cappello e poi seguo le istruzioni di Kathrin per fare la fascetta intorno alla testa, e il gioco è fatto!” Avevo in mente questo quando nel post del 5 ottobre dichiaravo che avrei cucito altri cappelli.

Cappello-fatto-a-mano-3

Per fortuna faccio sempre delle prove in tela: ho tagliato la 52 credendo di andare sul sicuro: l’altro modello mi va perfetto in quella misura! Ma questo, invece, era un po’ stretto. Allora, ho tagliato la 54. Mi cascava sugli occhi! in mezzo non c’era nulla. Ancora…come fare?

La soluzione mi è stata fornita da un’impovvisa riminiscenza dei tempi della scuola. Per la prima volta, da quando mi è punta vaghezza di confezionare cappelli, ho pensato di misurare la circonferenza della mia testa!

Se noi conosciamo la circonferenza, ricordate? possiamo ricavare il diametro- e poi il raggio- dividendo per un valore fisso che è 3,14 (il “pi” greco, o π! ) e poi per 2 (o direttamente per 6,28)!

E  quindi, con l’aiuto di un compasso, disegnare il cartamodello per fare questo cappello su misura!

Fare-un-cappello-1

Riassumo i passaggi cercando di illustrare con qualche foto. Spero sia chiaro! Partiamo:

1) ho misurato la circonferenza della mia testa con il metro morbido, facendolo passare intorno alla nuca e alla fronte, dove volevo che appoggiasse il cappello: 54,5. (A questo punto ho capito che il cartamodello, probabilmente, per taglia 52 intende una misura che potrebbe vestire da una circonferenza testa 52 fino a una 54. E, per 54, una misura che veste fino quasi alla 56. O qualcosa del genere. Sta di fatto che a me occorre una cosa a metà strada che le taglie standard non soddisfano).

2) Alla misura rilevata io ho aggiunto mezzo centimetro di vestibilità, perché il cappello fosse “comodo” e perché voglio portarlo un po’all’indietro: 55 (circonferenza testa):3,14 (π): 2 = 8,76 circa = misura del raggio.

Fare-un-cappello-2

3) Ho aperto il mio compasso a 8, 80, arrotondando (in questo modo alla mia misura si aggiungerà ancora qualche millimetro. Avrei anche potuto decidere di arrotondare per difetto o di non arrotondare affatto). Applico un pezzetto di nastro di carta su un foglio da modelli. Questo trucco me lo ha suggerito il mio compagno: serve a non far scivolare la punta del compasso. Funziona! Traccio la circonferenza interna: la misura della mia testa!

Fare-un-cappello-3

Fare-un-cappello-4

4) aggiungo il margine per tracciare la circonferenza esterna. Qui possiamo fare come ci pare, a seconda di quanto ampio vogliamo che sia il cappello. Io ho aggiunto 6 cm.  Apro il compasso alla misura giusta, lo punto esattamente dove ho puntato prima (aiuta segnare un puntino col pennarello sul solco lasciato dalla punta del compasso) e traccio la circonferenza esterna tenendo lo stesso centro. Questo è un po’ piú difficile, lo ammetto! bisogna tenere un po’ ferma la punta con una mano. E, ovviamente, c’è un limite all’estensione del compasso. Un’alternativa è misurare i nostri cm in più col metro morbido o col righello, partendo dalla circonferenza di base. Spostandosi via via su di essa, tratteggiare il cerchio esterno a matita (un po’ come si fa quando si aggiungono i margini di cucitura).  Qui  si vede il risultato finale:Fare-un-cappello-5

 

 

 

 

5) Preparo il modello per la fascetta disegnando un rettangolo lungo quanto la circonferenza della mia testa e alto quanto l’altezza desiderata. 6) Ritaglio le due parti del cartamodello. Fare-un-cappello-6

7) Quando lo appoggio sulla stoffa, mi ricordo di aggiungere i margini di cucitura prima di tagliare! Ovviamente, taglio due cerchi: uno CON il buco in mezzo e uno SENZA.

Ecco, io vi ho proposto il mio metodo. Non pretendo che sia né il migliore né preciso al 100%. Per me, ha funzionato!Potete usare quello che più vi si addice e fare i vostri esperimenti. Per la confezione, Kathrin fornisce istruzioni chiarissime.

Se poi non siete pignoletti come me, che passo le marche per unire bene le parti, imbastisco tutto prima di cucire ecc ecc…, ve la cavate piuttosto in fretta. Consiglio comunque di fare una prova in tela qualsiasi, prima di tagliare la vostra bella stoffa!

Con o senza fodera, leggero o pesante, in felpa o maglina, abbellito da impunture, applicazioni, bottoni, fiori di stoffa… non ci sono limiti alle possibilità di questo modello!

Cappello-fatto-a-mano-1Il mio cappellino è ricavato da uno scampolo di morbidissima e caldissima lana scozzese ed è foderato in cotone. La stoffa non era abbastanza per poterla tagliare in modo da far combaciare il disegno, per di più irregolare, in tutte le direzioni. Ma a me piace anche così…un po’ punk! penso che lo decorerò con qualche spilletta!

Un grande ringraziamento a Kathrin per l’idea, i bellissimi post e le istruzioni per la confezione. E complimenti per l’ingegno!

 

 

 

Sint Maarten feest, o festa di San Martino

St. Martin’s day. Sint Maarten, here in Holland.

Casetta-lanterna “Elf november is de dag,
dat mijn lichtje
dat mijn lichtje
Elf november is de dag
Dat mijn lichtje branden mag…”

“…L’11 di novembre è il giorno in cui la mia lucina può essere accesa…”

Oggi è Sint Maarten, una festa con origini molto antiche e molteplici significati, legata al nome del Santo di Tours. Ho trovato piuttosto difficile riassumere e fare una sintesi un po’ organica delle varie informazioni ricevute e di quanto letto qua e lá. Rimando a Wikipedia. Da lì ognuno può partire con gli approfondimenti desiderati. In ogni caso, si sappia che viene celebrata in molte parti d’Europa, Italia Inclusa (in varie regioni), in diversi modi.

Nel Nord dell’Olanda, ai giorni nostri, i bambini preparano a scuola lanterne di carta e, la sera dell’11, all’imbrunire escono in gruppetti, i più piccoli accompagnati da mamme e papà. Con le loro lanternine accese vanno di casa in casa e cantano canzocine (liedjes) sulla soglia, per ricevere qualche dolcetto. E noi grandi, per incoraggiare i piccoli a passare anche dalla nostra casa e allietarci con le loro vocine, accendiamo luci e candele, appendiamo lanterne alle porte e stiamo pronti con i sacchettini di caramelle!

Quest’anno sono stata fortunata: anche se abitiamo in una via un po’ defilata i bambini sono passati anche da qui! Ho tenuto la porta aperta anche se faceva un po’ freschino, cosí ho potuto sentitre le loro canzoncine e le loro risate allegre che risuonavano nel quartiere. Che bello!

Questa festa mi dà un gran senso di gioia…

Caramelle

Si festeggia da voi San Martino? Do you celebrate St. Martin’s day?